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Variabili e tipi

Le variabili sono delle strutture in cui è possibile memorizzare dei dati. L'uso delle variabili semplifica di molto l'accesso diretto alle locazioni di memoria. La memoria RAM di un computer è un insieme molto grande di bit, che possono assumere il valore di zero o uno (acceso o spento). Un gruppo di 8 bit costituisce un byte; gruppi di due, tre, quattro, otto byte costituiscono una parola, la cui lunghezza varia a seconda dell'architettura hardware della macchina (si parla in questo caso di macchine a 16, 24, 32 o 64 bit).

Per rappresentare in notazione binaria un numero intero compreso tra 0 e 255, sono necessari 8 bit (1 byte). Ogni carattere alfabetico e di punteggiatura può essere codificato mediante un numero compreso tra 0 e 127, quindi per rappresentare un carattere alfanumerico nella memoria di un computer è sufficiente un byte. Per memorizzare una parola di 10 caratteri saranno necessari 10 byte.

Esistono diversi tipi di dato che possono essere memorizzati all'interno di un calcolatore elettronico, in particolare di solito distinguiamo i seguenti:

- numeri interi;
- numeri razionali, cioè i numeri ``con la virgola'' (floating point);
- caratteri alfanumerici;
- stringhe (sequenze di caratteri alfanumerici);
- puntatori.

I puntatori sono un tipo di dato fondamentale in un linguaggio come il C. In pratica un puntatore è una struttura dati che permette di memorizzare l'indirizzo di memoria di un'altra variabile. In Perl non faremo uso di puntatori, visto che non si accede mai direttamente alle locazioni di memoria della macchina.

La maggior comodità nell'uso delle variabili sta nel non doversi preoccupare (se non in casi particolari) della dimensione in bit del dato che intendiamo trattare e nel poter attribuire un identificativo mnemonico (nome della variabile) alle variabili stesse.

Così invece di dover lavorare a diretto contatto con le locazioni di memoria e i loro indirizzi, per memorizzare un numero o una parola ci basterà assegnarla ad una variabile: ``$a=13'', oppure ``$b="casa"'', ``$nome="Marco"'', ``$x=$y+$z-17'' e così via.

I linguaggi di programmazione tradizonali, come il Fortran, il Pascal o il BASIC, richiedono che sia definita a priori il tipo di ogni variabile: se la variabile ``a'' è di tipo numerico intero, non potrà contenere null'altro che numeri interi; se la variabile ``b'' è una variabile stringa, non potrà contenere altro che sequenze di caratteri alfanumerici. Inoltre le operazioni consentite sulle variabili dipenderanno dal tipo di variabili usate (ad esempio sarà possibile effettuare il prodotto tra due numeri, ma non tra due stringhe).

In Perl (ma già in C è presente questo principio) i tipi di dato tendono a confondersi; in ogni caso l'interprete del linguaggio si regola di volta in volta in base al contesto. Ad esempio se imposteremo ``$a=3'', allora vorrà dire che la variabile $a è intera, mentre impostando ``$a="gatto"'' comunicheremo automaticamente all'interprete che la variabile $a in questo contesto è da considerarsi una stringa.


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