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Quando si memorizza
un dato su un supporto magnetico come un hard disk o un nastro, o
più in generale su un'unità di memoria di massa, lo si memorizza
utilizzando una struttura chiamata file. Un file è una sequenza di
byte; ai nostri fini un byte equivale ad un carattere. Il sistema
non impone al file nessun tipo di struttura e non assegna nessun
significato al suo contenuto. I byte assumono significato in
funzione del programma che li interpreta . Inoltre, come vedremo,
tutto questo è vero non solo per i file su disco, ma anche per le
periferiche. I dischi, i messaggi di posta elettronica in partenza
ed in arrivo, i caratteri battuti sulla tastiera, l'output sul video
del terminale, i dati che passano da un programma all'altro
attraverso i pipe sono tutti visti dal sistema e dai programmi da
esso gestiti come file, ed in quanto tali non sono altro che
sequenze di byte.
Per operare su di un file è necessario ``aprirlo'' associandogli un
puntatore (handler) per successivi riferimenti. Al termine delle
operazioni sul file, questo dovrà essere ``chiuso''; questa
operazione implica la distruzione del puntatore al file stesso.
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